LE GUIDE DEL CAR AUDIO Lo Staff Hi-Fi Car Boccolucci ha raccolto per Voi una serie di interessanti guide per entrare nell'affascinante mondo del suono e dell'audio di qualità. Non solo le basi e le vecchie concezioni del car audio e dell'ascolto in generale, ma una vera e proria carrellata delle nuove tecnologie, degli standard audio digitali e del futuro della musica e dell'hifi car. ElettricitA' Fin dall’antichità si è potuto osservare sperimentalmente che corpi di particolari materiali (le prime esperienze furono fatte conebanite e vetro), strofinati con un panno di lana, acquistano delle proprietà particolari:
Definendo elettricità lo stato in cui un corpo possiede queste proprietà,da queste esperienze deduciamo che:
La scelta di denominare i due stati come positivo e negativo è dovuta al fatto che si credeva che sul corpo elettrizzato positivamente ci fosse un eccesso di cariche elettriche, mentre su quello elettrizzato negativamente ve ne fosse un difetto. Corrente Elettrica Delle esperienze precedentemente citate, ha una particolare importanza quella secondo la quale se due corpi elettrizzati con polarità differente, vengono posti incontatto, direttamente o tramite un corpo di un particolare materiale (conduttore),entrambe perdono il loro stato di elettrizzazione. É facile quindi teorizzare che le cariche elettriche in eccesso sul corpo elettrizzato negativamente, trasmigrino sul corpo elettrizzato positivamente a colmare le lacune provocate dal difetto di elettroni. Questo passaggio di cariche elettriche da un corpo ad un altro prende il nome di corrente elettrica. Quindi:
Chiamiamo conduttori quei materiali che permettono il passaggio della corrente elettrica, ed isolanti o dielettrici, quelli che non lo consentono. Queste caratteristiche dipendono essenzialmente dalla natura dei materiali: sono buoni conduttori di corrente elettrica i metalli in genere, l’acqua e in varia misura i corpi umidi. Sono isolanti l’aria, il legno, la carta, la ceramica, alcune materie tessili e alcune materie plastiche. Il corpo umano essendo composto per una grande percentuale di acqua,può essere considerato un conduttore. La corrente elettrica che fruisce da un corpo elettrizzato ad un altro, quando vengono posti in comunicazione è maggiore quanto maggiore la differenza fra l’elettrizzazione dei due corpi. Possiamo dire che ogni corpo elettrizzato possieda un potenziale elettrostatico, che può essere definito come la capacità di far fruire corrente elettrica. La quantità di corrente elettrica dipende quindi dalla differenza di potenziale elettrostatico dei due corpi. Questa grandezza ha come unità di misura il volt (V) con i suoi multipli e sottomultipli. I più usati sono:
Per quantificare la corrente elettrica quale grandezza fisica prendiamo in considerazione la quantità di carica che passa in un conduttore nell’unità di tempo (un secondo). Per tale grandezza l’unità di misura è l’ampère (A) con i suoi multipli e sottomultipli:
Resistenza elettrica Fra la differenza di potenziale elettrostatico fra due corpi elettrizzati e la corrente elettrica che fruisce da uno all’altro quando vengono posti in comunicazione, vi è una diretta proporzionalità, ossia: se per ipotesi una differenza di potenziale elettrostatico di 10V produce una corrente elettrica di 10 A, sicuramente una differenza di potenziale elettrostatico di 100V produrrà una corrente elettrica di 100 A. Tale regola, nota come prima legge di Ohm, può essere riassunta dalla seguente formula: I = V/R(I = intensità della corrente, V = differenza di potenziale elettrostatico)Ossia: la corrente elettrica che scorrein un conduttore ha un’intensità pari al valore della differenza di potenziale elettrostatico che vi è alle sue estremità, diviso per un fattore R che dipende unicamente dal conduttore stesso. Il fattore R prende il nome di resistenza elettrica.
Quindi possiamo dire che un conduttore ha una resistenza elettrica di 1 Ω se applicata alle sue estremità una differenza di potenziale elettrostatico di 1 V, in esso scorre una corrente elettrica di 1 A. R = ρ l/ S (l = lunghezza del conduttore, S = sezione del conduttore) Il fattore ρ viene chiamato resistività o resistenza specifica e riassume le caratteristiche del materiale per quanto riguarda la sua resistenza elettrica. Più grande è il suo valore, maggiore sarà la resistenza elettrica del conduttore. Inoltre questo indice varia con la temperatura: in genere cresce col crescere della temperatura.
Quindi riassumendo laseconda legge di Ohm può essere enunciata nel seguente modo:
La resistenza elettrica può essere sfruttata per determinare l’intensità di corrente elettrica che deve scorrere in un conduttore o in un circuito. A tale scopo esiste un componente elettronico passivo denominato resistore che altro non è che un conduttore dotato di una resistenza elettrica nota. Il simbolo elettronico del resistore è il seguente:
Per indicare il valore in Ω della sua resistenza elettrica si usa il codice dei colori. Tale codice associa ad ogni colore un numero. In genere sui resistori di uso comune sono presenti tre anelli colorati corrispondenti i primi due alle prime due cifre, il terzo al numero degli zeri che segue tali cifre. I colori sono i seguenti: 0 = nero 1 = marrone 2 = rosso 3 = arancio 4 = giallo 5 = verde 6 = blu 7 = viola 8 =grigio 9 =bianco Vi è inoltre un quarto anello colorato che indica la tolleranza, ossia di quanto la resistenza indicata può discostarsi da quella reale. I colori usati sono: argento = 10%oro = 5 Circuito ElettricoAbbiamo visto come il passaggio della corrente elettrica fra due corpi elettrizzati, provochi in un tempo rapidissimo la fine del loro stato di elettrizzazione, e come conseguenza l’interruzione della stessa corrente elettrica. Affinché la corrente elettrica si mantenga nel tempo, è necessario che questo stato persista. Occorre quindi che qualcosaripristini continuamente lo stato di elettrizzazione dei corpi, spostando cariche elettriche dal corpo elettrizzato positivamente a quello negativamente. Questa è la funzione dei generatori di corrente elettrica che possono essere di varia natura e che verranno esaminati in seguito.
Le frecce indicano ovviamente la direzione della corrente elettrica.Da questo schema notiamo che l’esistenza dei due corpi elettrizzati non ha più molta importanza. Il generatore è in grado di far comunque circolare una corrente elettrica. Per questo motivo da ora in poi, non parleremo più di corpi elettrizzati, ma solo di circuito elettrico. La causa che genera una corrente elettrica nel circuito non è più una differenza di potenziale elettrostatico, ma una forza elettromotrice,che possiamo semplicemente chiamare tensione elettrica. La sua unità di misura naturalmente rimane il volt (V) con i suoi multipli e sottomultipli.
Nel circuito elettrico sopra indicato il generatore G genera una certa tensione V ai suoi morsetti. Questa, in accordo con la prima legge di Ohm, suscita una corrente elettrica nel conduttore la cui intensità I dipende dalla resistenza R del conduttore. I = V/R(prima legge di Ohm) Se la resistenza R del conduttore è particolarmente bassa, tendendo idealmente a zero, la corrente che circola nel circuito tende a diventare infinita. Caduta di tensioneLa caduta di tensione si verifica quando un conduttore avente una certa resistenza R viene percorso da una corrente elettrica di intensità I.
V1V2 Ai morsetti del generatore misuriamo una tensione V1. Al termine del conduttore una tensione V2 minore di V1. Possiamo dire che lungo il conduttore si verifica una caduta di tensione pari a V1 – V2. V1 – V2 = IR Per ridurre al minimo questo effetto, che provoca una diminuzione della potenza disponibile per l’utilizzatore, occorre scegliere opportunamente la sezione dei conduttori da utilizzare.
Per lunghezze superiori è necessario aumentare proporzionalmente la sezione. Potenza elettricaLa potenza elettrica ha una grande importanza per le nostre applicazioni: essa rappresenta la capacità di svolgereun lavoro elettrico, quale accendere una lampada o far suonare un altoparlante. W = V I(la potenza è uguale al prodotto della tensione con l’intensità della corrente) W =V2/R(la potenza è uguale al rapporto fra il quadrato della tensione e la resistenza) W = I2R(la potenza è uguale al prodotto fra il quadrato della corrente e la resistenza) Da queste formule si evince che:
L’unità di misura della potenza elettrica è il watt (W) . I multipli e sottomultipli più usati sono:
Energia elettrica Dalla definizione di potenza elettrica deriva immediatamente quella di energia elettrica.
Finora abbiamo visto generatori che producevano una tensione tale da provocare una correnteelettrica che scorre costantemente nel tempo sempre nello stesso verso del circuito. Possiamo parlare di tensione continua e di corrente continua. Tale è quella nei circuiti alimentati da pile o da accumulatori quali per esempio quelli delle automobili. In realtà esiste un altro tipo di tensione che ha un enorme importanza: la tensione alternata.
Nell’immagine vediamo la rappresentazione di una tensione sinusoidale avente un periodo (o ciclo) di 8 secondi. L’asse verticale rappresenta la tensione, quella orizzontale il tempo. Perché viene distribuita tensione alternata? I dispositivi elettrici destinati alla produzione della luce e del calore possono funzionare indifferentemente con tensioni e correnti continue o alternate, ma quasi tutti gli altri hanno bisogno di tensioni e correnti continue. Sembrerebbe quindi un controsenso distribuire tensione alternata che poi deve essere convertita in continua all’interno dei singoli apparecchi.
La tensione elettrica alternata distribuita in Italia ha una frequenza di 50 Hz. In alcuni paesi del mondo viene distribuita una tensione con una frequenza di 60 Hz. Collegare un apparecchio ad una alimentazione avente frequenza diversa da quella per cui è stato progettato, può causare malfunzionamento e danneggiamento dell’apparecchio stesso. |