LE GUIDE DEL CAR AUDIO Lo Staff Hi-Fi Car Boccolucci ha raccolto per Voi una serie di interessanti guide per entrare nell'affascinante mondo del suono e dell'audio di qualità. Non solo le basi e le vecchie concezioni del car audio e dell'ascolto in generale, ma una vera e proria carrellata delle nuove tecnologie, degli standard audio digitali e del futuro della musica e dell'hifi car. Propagazione del suono Abbiamo detto che il suono si propaga nei mezzi elastici, fra questi ovviamente l’aria. Per capire come questo avvenga in pratica consideriamo la struttura dell’aria. Questa è formata da tante molecole unite fra di loro da legami elastici. Possiamo immaginare le molecole di aria come sfere unite ad altre sfere tramite molle. Quando un corpo vibra, comunica il suo movimento alla prima molecola d’aria, (la prima sfera nel modello). Questa molecola spostandosi in avanti “spinge” la molecola successiva, la quale “spinge” quella a sua volta successiva, e così via. Un attimo dopo i legami elastici, (le molle nel modello), “richiamano” indietro la molecola nella sua posizione iniziale di equilibrio. Per effetto della forza d’inerzia la molecola supera il punto centrale di equilibrio, raggiungendo una posizione quasi speculare al punto di massima escursione in avanti. Questi movimenti si trasmettono alle molecole contigue in un certo tempo. Per effetto di tali movimenti avremo delle zone in cui vi è compressione dell’aria, e delle altre in cui vi è rarefazione. Queste diverse zone si ripeteranno a partire dalla sorgente, nel senso di propagazione del suono.Questo effetto prende il nome di onda longitudinale.
onda longitudinaleonda trasversale
Data una sorgente di suono, questo si propaga allo stesso modo in tutte le direzioni. Possiamo dire che si propaga secondo fronti d’onda sferici. La superficie del fronte d’onda aumenta in proporzione col quadrato della distanza dalla sorgente. Di conseguenza l’energia che possiede il fronte d’onda si distribuisce su tutta la superficie, per cui su una singola unità di superficie avremo un’energia che decresce proporzionalmente al quadrato della distanza. Siccome l’energia è proporzionale all’intensità sonora, possiamo dire che:
Volendo esprimere in decibel questa variazione:
Quindi se ad esempio misuriamo un intensità di 100 dB ad un metro da un diffusore acustico:
Si nota quindi come il fattore distanza sia molto rilevante nell’attenuazione dell’intensità acustica.
Fra i compiti del tecnico vi è quello di allineare l’impianto, ossia di applicare un ritardo ad ogni diffusore acustico in modo che il suono riprodotto dai vari diffusori giunga all’ascoltatore nel medesimo momento. La seguente tabella ci dice quale ritardo è necessario applicare in funzione della distanza:
T = m / 340 Un’altra grandezza importante legata alla propagazione del suono è la lunghezza d’onda, ossia la distanza fra due punti consecutivi dell’onda che vibrano in concordanza di fase.
La lunghezza d’onda si misura in metri ed è funzione della frequenza e della velocità di propagazione secondo la formula: λ = v / υ(λ =lunghezza d’onda, v = velocità di propagazione, υ = frequenza) La lunghezza d’onda assume un importanza particolare quando ha una misura paragonabile con le dimensioni dell’ambiente ove si diffonde il suono, in quanto determina direttamente il fenomeno delle onde stazionarie (che verrà esaminato in seguito). Riproduciamo una tabella che mostra la lunghezza d’onda in aria libera, per alcune frequenze udibili.
CapacitA' dell’udito umanoAbbiamo fin qui esaminato il suono e la sua propagazione secondo dei principi fisici, definendone alcune grandezze fondamentali quali la frequenza e l’intensità. La domanda che ci poniamo ora è: Quali suoni sono in grado di essere percepiti dal nostro orecchio?
Tale gamma di suoni è chiamata gamma udibile. I suoni la cui frequenza è al di sotto dei 20 Hz sono chiamati infrasuoni (o gamma subsonica). I suoni la cui frequenza eccede i 20.000 Hz sono chiamati ultrasuoni.
La sensibilità del nostro orecchio non è costante per tutte le frequenze. Il digramma delle curve ipsofoniche rappresenta il variare della sensibilità a in funzione della frequenza.
La linea tratteggiata rappresenta la soglia di udibilità, quindi possiamo osservare per esempio, che un suono avente una frequenza di 31,5 Hz ed un’intensità di 30 decibel non viene percepito dall’orecchio umano. Armoniche di un suonoI suoni dei quali abbiamo studiato l’origine e al propagazione sono stati rappresentati rispetta al tempo con una sinusoide. In realtà si tratta di un caso molto particolare in quanto i suoni hanno un andamento di solito più complesso. Tuttavia non è sbagliato limitare la nostra attenzione al suono sinusoidale, infatti a qualsiasi suono complesso, potendosi comunque rappresentare con una funzione periodica, possiamo applicare il teorema di Fourier:
Quindi ogni funzione suono complesso che abbia frequenza υ può essere considerato la somma di tanti suoni sinusoidali con frequenza multipla di υ, ed ampiezza univocamente determinata. Denominiamo tali suoni sinusoidali armoniche del suono complesso, per cui possiamo dire:
La frequenza del suono complesso, che è poi la più bassa fra le armoniche, prende il nome di fondamentale. Le armoniche superiori prendono il nome di seconda armonica, terza armonica, quarta armonica ecc. a seconda se la frequenza è 2, 3, 4.... volte la fondamentale.
Nel disegno a lato possiamo vedere la rappresentazione della fondamentale di un suono complesso, della seconda armonica, della quarta armonica e dell’ottava armonica. L’ultimo disegno in basso rappresenta il suono complesso risultante dalla somma di queste armoniche.
Possiamo quindi osservare che più la rappresentazione di un suono tende all’onda quadra, più questo suono aumenta l’intensità delle sue armoniche superiori. Questo è il motivo per cui quando si utilizza un amplificatore di potenza ad una potenza che eccede quella massima, e il suono tende a squadrarsi (clipping) , i primi componentia soffrire sono i tweeter.
Fase di un suono
Due suoni possono differire oltre che per la frequenza, l’intensità e la composizione delle armoniche anche per il momento in cui vengono emessi. In genere si parla di fase quando questo tempo è minore del periodo, ossia del tempo necessario a compiere un ciclo completo. La differenza di tempo fra due suoni (figura a lato) dipende dal cosiddetto angolo di fase. La funzione che esprime una rappresentazione sinusoidale è : I = I0 sin (ωt + φ) La grandezza φ rappresenta appunto l’angolo di fase.
Esprimere la fase come un angolo ci permette di prescindere da altre grandezze, tipo la frequenza, che definiscono il nostro suono. Infatti qualunque sia la frequenza, un angolo di fase pari a π/2 corrisponde a ¼ del periodo, un angolo di fase π corrisponde a metà del periodo, un angolo di fase 3/2 π corrisponde a ¾ del periodo, e un angolo di fase di 2 π all’intero periodo.
Risonanza
Abbiamo visto che un corpo elastico può essere posto in vibrazione, e che per effetto di ciò si genera un suono.L’ampiezza di questo suono dipende in gran parte da come si è innescata la vibrazione, la frequenza invece sembra essere indipendente da questo, dipende infatti unicamente dal corpo che oscilla, e precisamente da 3 parametri:
Possiamo quindi dire che un corpo di un certo materiale (quindi di una certa densità molecolare), di dimensioni stabilite, e sottoposto ad una tensione meccanica data, può vibrare solo ad una ben precisa frequenza. Questa prende il nome di frequenza di risonanza. Battimenti – modulazione di ampiezza
Il fenomeno dei battimenti si verifica quando si sommano due suoni aventi frequenza leggermente differente. In pratica l’intensità del suono risultante oscilla nel tempo con una frequenza che è tanto più bassa quanto sono vicine le frequenze dei suoni componenti. Definiamo questo comportamento modulazione d’ampiezza. La frequenza che descrive questa modulazione d’ampiezza è pari alla differenza nelle frequenze dei suoni componenti. Effetto HaasNegli anni ’40 del secolo scorso il fisico Helmut Haas studiando la sensibilità del nostro udito, giunse alla constatazione di un’importante effetto: se da due sorgenti di suono, ad esempio due diffusori acustici, emetto due suoni in tutto uguali, ma dei quali uno emesso con un ritardo che va da 1 a 30 millisecondi circa, il mio udito percepirà il suono come proveniente unicamente dal diffusore che emette il suono senza ritardo. 1- torri di rinforzo
In molti spettacoli nei quali la partecipazione di pubblico è imponente, nei quali quindi molti spettatori si trovano ad una grande distanza dal palcoscenico. Per assicurare una copertura sonora il più possibile uniforme, è uso impiegare dei diffusori situati a circa metà della platea, di solito su torri metalliche. In ogni caso, per evitare che lo spettatore percepisca un “doppio suono” è necessario ritardare questi diffusori del tempo che il suono proveniente dai diffusori principali impiega per raggiungere e sommarsi a quello dei diffusori di rinforzo. Se noi a questo ritardo, sfruttando l’effetto Haas, aggiungiamo un tempo fino a 30 millisecondi, lo spettatore avrà l’impressione che il suono proviene solo dai diffusori principali. 2- voce di un attore Il disegno a fianco fa riferimento alla classica disposizione di un impianto audio per la riproduzione amplificata della voce di un attore che recita. Lo spettatore ascolta sia la voce diretta dell’attore (linee tratteggiate) sia la stessa amplificata, dai diffusori acustici (linee continue). In queste condizioni lo spettatore ha l’impressione che la voce provenga unicamente dal diffusore poiché gli giunge in anticipo e con maggiore intensità rispetto alla voce diretta.
Un modo di applicare naturalmente, ossia senza far ricorso a linee di ritardo digitali, l’effetto che abbiamo appena visto, è quello di sospendere un unico diffusore al centro del palco, fissandolo ad esempio alla graticciata o ad una americana. In questo caso il suono che proviene dal diffusore dovrà percorrere una distanza maggiore per arrivare allo spettatore, rispetto a quello che proviene direttamente dalla bocca dell’attore (linee punto – tratteggiate), giungendovi quindi in ritardo.
3- scatola di suono In alcune forme moderne di teatro, si tende ad abbattere ogni barriera fisica, quale ad esempio il palcoscenico, fra gli attori e spettatori. Possono quindi capitare delle azioni teatrali che si svolgono in mezzo al pubblico. Qualora questo si svolga in spazi ristretti e richieda comunque l’amplificazione della voce degli attori, può essere utile applicare la cosiddetta scatola di suono. |