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LE GUIDE DEL CAR AUDIO

Lo Staff Hi-Fi Car Boccolucci ha raccolto per Voi una serie di interessanti guide per entrare nell'affascinante mondo del suono e dell'audio di qualità. Non solo le basi e le vecchie concezioni del car audio e dell'ascolto in generale, ma una vera e proria carrellata delle nuove tecnologie, degli standard audio digitali e del futuro della musica e dell'hifi car.

Stereofonia

L’effetto previsto dalla stereofonia è quello di fornire all’udito una scena sonora in cui sia possibile localizzare la posizione delle fonti che emettono determinati suoni. Per gli inventori della stereofonia ad esempio doveva essere possibile per l’ascoltatore di un disco, capire dove si trovano al momento della registrazione, i vari strumenti musicali.
La strada seguita per ottenere questo effetto è stata quella di registrare lo stesso evento su due tracce distinte in modo che, al momento della riproduzione, l’ascolto combinato di queste due registrazioni potesse ricreare la sensazione della localizzazione dell’origine dei suoni.
Da quando questa teoria fu enunciata, nella prima metà del secolo scorso, la stereofonia ha avuto una enorme diffusione, al punto che oggi la quasi totalità delle apparecchiature musicali di ogni genere, dei formati e dei supporti musicali, è predisposta per la stereofonia.

Esaminando tecnicamente come dalla combinazione di due tracce possa scaturire la stereofonia, osserviamo che il nostro udito, in presenza di un impianto di riproduzione stereofonico, composto da due diffusori opportunamente distanziati, ciascuno riproducente il contenuto di una singola traccia,è in grado di ricostruire la provenienza del suono in due modi:

  • Se il suono è riprodotto dai due diffusori con diverse intensità, tenderemo ad immaginarcelo spostato verso la parte in cui è riprodotto con un intensità maggiore.
  • Se il suono è riprodotto dai due diffusori con un leggero ritardo (< 1 ms) l’uno rispetto all’altro, tenderemo ad immaginarcelo spostato verso la parte dalla quale ci arriva prima

Abbiamo quindi trovato due modi per ottenere lo stesso effetto.

Il primo modo è quello sfruttato dai mixer che tramite un apposito comando, denominato pan pot, distribuisce in misura diversa per ogni singolo canale, corrispondente in genere ad un singolo suono, il segnale sulle due diverse tracce.
Il secondo modo, detto della rotazione di fase, è sfruttato nelle registrazioni dal vivo effettuate con due microfoni situati ad una certa distanza uno dall’altro, lungo una linea orizzontale. In questo modo il suono proveniente da una strumento raggiunge prima il microfono più vicino e dopo un certo ritardo anche l’altro.
Si è cercato di determinare stereofonia per rotazione di fase, anche in studio con tecniche artificiali (omofonia). Tuttavia non si è andati al di la di qualche disco dimostrativo. L’effetto stereofonico della maggior parte dei dischi è ottenuto con la tecnica del pan pot.
La stereofonia ha senso quando le condizioni di ascolto sono ideali, per cui se da una parte in ambito domestico è possibile godere di una buona registrazione stereofonica, in uno spettacolo dal vivo, dove la maggior parte del pubblico si trova in una posizione tutt’altro che ideale, é meglio non abusare dell’effetto stereo, per non fare in modo che le varie persone non ascoltino un concerto “diverso” fra di loro.

Due casi particolari della stereofonia:

  • Se un suono viene riprodotto dai due diffusori contemporaneamente nello stesso modo, l’ascoltatore percepirà un unico suono proveniente dal centro dello spazio fra i due diffusori. Questo prende il nome di segnale di centro.
  • Se un suono viene riprodotto dai due diffusori contemporaneamente nello stesso modo, ma in controfase un diffusore rispetto all’altro, verranno percepiti due suoni distinti provenienti dai due diffusori, che non si combineranno in alcun modo fra di loro. Questo prende il nome di segnale di controfase.
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